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 La rosa nelle Storia

 

 

 

La sua comparsa è antichissima già in epoca preistorica, mentre la sua prima raffigurazione pittorica è stata ritrovata in alcuni affreschi del palazzo di Cnosso a Creta. Era coltivata in Mesopotamia, in Persia, nei giardini babilonesi; nell'antica Grecia era il fiore della dea Venere e la leggenda racconta che Minerva dea della saggezza era nata nell'isole delle rose, Rodi. In Grecia la rosa rappresentava la bellezza fisica, l'amore, le qualità spirituali ed anche la riservatezza. La storia romana ci tramanda che Cleopatra portava al collo un cuscinetto riempito di profumatissime rose per attirare a sè Cesare e poi Antonio; la regina faceva cospargere petali di rosa sui mobili e sui letti. I petali di rosa venivano anche sparsi dai romani lungo il percorso dei vincitori e Seneca testimonia che per soddisfare il grande consumo di rose, i romano crearono dei vivai nel Sud Italia. L'imperatore Nerone amava molto le rose e nelle sue feste erano sempre presenti in abbondanza. Il sommo poeta Dante cita la rosa nel suo Paradiso e i poeti "dell'amore cortese" facevano incontrare il cavaliere e la sua amata in un giardino di rose. Nel Rinascimento la rosa oltre ad essere la metafora della bellezza, diventa il simbolo della giovinezza che sfiorisce. In questo periodo era presente in tutti i giardini basti citare i giardini della Malmaison fatti costruire da Giuseppina BeauHarnais, prima moglie di Napoleone. Con l'approfondimento delle conoscenze tecniche scientifiche, durante tutto il 1900 i coltivatori cercano di creare rose con petali di nuovi colori. La ricerca continua incessante anche ai nostri giorni che producono varietà sempre più affascinati e durature.

 
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