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Il Matrimonio dalle origini ai giorni nostri

 

 

Il mese di maggio era considerato dai Romani nefasto per le nozze consigliavano invece il mese di giugno dedicato a Giunone, protettrice della nascite. Anche la Chiesa non gradiva che si celebrassero matrimoni nel mese della Madonna, e neppure durante la Quaresima. Ma se i divieti diventano tropo alla fine non si rispettano , e cosi ogni mese e ogni giorno sono quelli giusti. Dal medio evo alla Regina Vittoria d'Inghilterra gli accessori tradizionali e ritenuti essenziali per la celebrazione sacra del matrimonio erano : il velo, l'anello, la corona, d'antica tradizione, qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato e qualcosa d'azzurro.

Il velo: la parole nozze deriva dal latino nubere, inizialmente velare, coprire, assunse il significato di sposarsi in seguitoo all'uso di avvolgere il capo della sposa con il flammeum, velo giallo, prima del simbolico ratto che precedeva l'uscita dalla casa paterna, Con l'avvento delCristianesimoo il velo nuziale, ad imitazionedii quello indossato della Vergine Maria divenne candido come segno di purezza e oggi prevalentemente un valore solo ornamentale.

L'anello: simbolo della promessa scambiata solennemente all'atto del matrimonio, rafforza il legame. Si porta all'anulare sinistro perché si credeva che vi corrispondesse un vena del cuore.

La corona nuziale: un tempo portata da entrambi gli sposi rivestiva un triplice ruolo; segno esteriore di una regalità temporanea, profonda e interiore conferma della sacralità dell'unione e richiamo della protezione degli dei. Con il tempo le corone furono sostituite dal mazzolino ma ancora oggi questi simbolici ornamenti sono rappresentati nell'acconciatura e nel fiore all'occhiello. Gli spilli servono ad appuntarlo hanno un valore magico e sono donati alle ragazze come auspicio di future nozze.

Il qualcosa di vecchio: è il velo o un gioiello di famiglia per esempio fornito dalla madre della sposa o da ima sorella sposata pare trasmetta la fortuna del suo matrimonio a quello della futura sposa.

Il qualcosa di nuovo: è spesso rappresentato dall'abito nuziale.

Il qualcosa di prestato: può essere dato da un amica felicemente sposata.

Il qualcosa d'azzurro: è fatto risalire alle prime spose cristiane che portavano l'azzurro come simbolo della purezza della Vergine Maria; il tocco dell'azzurro può essere dato dalla giarrettiera, da un gioiello o dal bouquet.

Ci sono anche altri simboli portafortuna

Il riso: come il grano in Europa, il riso è l'elemento essenziale dei popoli asiatici e ugualmente gli è attribuita origine divina. Rappresenta la ricchezza, l'abbondanza e la purezza. Gettato sugli sposi è un augurio di felicità.

Petali di rosa: sono sparsi da alcune damigelle che precedono la sposa per augurare un lungo percorso fiorito. L'uso nato in Oriente è molto diffuso nel nord dell'Europa.

I vecchi barattoli: tanto imbarazzanti, che sono legati alla macchina degli sposi, mirano a spaventare e a scacciare gli spiriti maligni e in definitiva, seppur più grezzi, hanno la funzione dei petali di rosa. Che la partenza avvenga a piedi o in macchina è pur sempre un viaggio che inizia.

 

 

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